Remarketing vs Retargeting: Quali Sono le Differenze?
Introduzione
Devo ammetterlo: anche io, all’inizio, ero confuso tra “remarketing” e “retargeting”. Li sentivo usare quasi come sinonimi, e in molti casi sembravano descrivere la stessa cosa. Non è stato semplice chiarirmi le idee, soprattutto considerando che piattaforme come Google contribuiscono a questa confusione con un uso non sempre preciso dei termini.
Tuttavia, una volta compresa la distinzione tra queste due strategie, tutto è cambiato: ho potuto pianificare campagne di marketing più mirate, con risultati decisamente migliori. Ecco perché è fondamentale capire cosa significano davvero “remarketing” e “retargeting”, come si applicano e, soprattutto, come sfruttarli al meglio.
Definizioni e Differenze Chiave
- Retargeting:
Questa strategia si concentra sul raggiungere utenti che hanno interagito con un sito web senza completare una conversione desiderata. Utilizza principalmente i cookie del browser per tracciare il comportamento online degli utenti e mostrare loro annunci pertinenti mentre navigano su altri siti o piattaforme social.
Ad esempio, un utente che visita una pagina prodotto senza effettuare un acquisto potrebbe successivamente vedere annunci di quel prodotto su altri siti web. - Remarketing:
Tradizionalmente, il remarketing si riferisce alla raccolta di informazioni di contatto, come indirizzi email, per inviare comunicazioni mirate a utenti che hanno già interagito con l’azienda. Questo approccio coinvolge l’invio di email promozionali o newsletter per riattivare l’interesse degli utenti e incoraggiarli a completare un’azione, come finalizzare un acquisto o usufruire di un’offerta speciale.
Esempi Pratici
- Retargeting:
Un utente visita un e-commerce di abbigliamento, visualizza una specifica giacca ma lascia il sito senza acquistare. Nei giorni successivi, mentre naviga su altri siti, vede annunci che promuovono quella stessa giacca o prodotti simili, incoraggiandolo a tornare e completare l’acquisto. - Remarketing:
Un cliente si iscrive alla newsletter di un negozio online. Dopo aver abbandonato un carrello con vari articoli, riceve un’email che gli ricorda gli articoli lasciati e offre uno sconto del 10% se completa l’acquisto entro 48 ore.
La Confusione Generata da Google
Google contribuisce alla confusione tra questi termini utilizzando “remarketing” per descrivere ciò che tecnicamente è retargeting. Ad esempio, le “campagne di remarketing” di Google Ads mostrano annunci agli utenti che hanno precedentemente visitato un sito web, una pratica che rientra nella definizione di retargeting.
Questa terminologia può portare a malintesi tra i professionisti del marketing riguardo alle strategie da adottare. Sapere che il “remarketing” di Google è in realtà retargeting permette di approcciarsi con maggiore chiarezza alle campagne pubblicitarie.
Remarketing vs Retargeting: Differenze, Esempi, Strategie e KPI
Devo ammetterlo: all’inizio confondevo anch’io “remarketing” e “retargeting”. Li sentivo usare come sinonimi e, complice la terminologia di alcune piattaforme, finivo per intrecciarli. Poi ho messo ordine nelle definizioni, ho riallineato la strategia… e le campagne hanno iniziato a rendere davvero. In questa guida metto nero su bianco che cosa sono, in cosa differiscono, quando usare l’uno o l’altro, come implementarli e quali KPI misurare per massimizzare i risultati.
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Retargeting = ADV su utenti anonimi che hanno interagito online (pixel/cookie/eventi → annunci display, social, video, search).
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Remarketing = messaggi diretti su contatti noti (email/SMS/WhatsApp automation su lead/clienti già nel CRM).
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Molte piattaforme chiamano “remarketing” ciò che tecnicamente è retargeting. Sapere la distinzione ti aiuta a pianificare meglio funnel e budget.
Definizioni chiare (e davvero utili)
Che cos’è il Retargeting
È l’insieme di tecniche ADV che raggiungono utenti che hanno già interagito con i tuoi asset digitali senza convertire. Funziona grazie a pixel/eventi (es. ViewContent, AddToCart, Lead) e liste di pubblico create da:
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Sito/App (pagine viste, eventi, tempo di permanenza, scroll, intenti)
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Asset social e video (visualizzazioni Reel/Video, interazioni profilo)
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Ricerca (RLSA: Search Ads per chi ha già visitato il sito)
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Customer Match (caricamento liste email/telefono per ADV privacy-safe)
Esempio: visito la scheda di una giacca e abbandono. Mi ricompaiono annunci dinamici di quella giacca su Meta/Google/Display/YouTube per riportarmi alla conversione.
Che cos’è il Remarketing
È un re-ingaggio su contatti identificati (lead o clienti) tramite email/SMS/WhatsApp e marketing automation. Si alimenta con first-party e zero-party data (moduli, acquisti, preferenze).
Esempio: abbandono il carrello. Ricevo una email automatica con i prodotti lasciati e un incentivo valido 48 ore.
Tabella comparativa (da salvare)
| Aspetto | Retargeting | Remarketing |
|---|---|---|
| Identità utente | Anonimo (ID tecnico) | Nominativo (nel tuo CRM) |
| Canali | Display, Social, Video, Search (RLSA) | Email, SMS, WhatsApp, Push |
| Dati | Eventi/pixel e engagement | First/Zero-party data |
| Tempistiche | Immediato, real-time | Programmato/automatico |
| Obiettivi | Rientro al sito, conversione | Recupero, up/cross-sell, loyalty |
| Compliance | Consenso cookie/ID | Consenso marketing diretto |
Nota terminologica: molte piattaforme pubblicitarie chiamano “remarketing” ciò che tecnicamente è retargeting. Operativamente, la differenza sopra resta la più utile per pianificare.
Quando usare cosa (mappa rapida per il funnel)
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TOFU (awareness): retargeting su chi ha visto video o interagito con post → traffic warm.
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MOFU (consideration): retargeting dinamico su pagine prodotto/categorie + remarketing email con contenuti/FAQ/benefit.
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BOFU (decisione): retargeting su AddToCart/InitiateCheckout + remarketing carrello abbandonato (3 touch in 48–72h).
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Post-purchase (retention): remarketing per upsell/cross-sell, rinnovi, NPS, referral. Retargeting leggero per nuove collezioni solo se c’è interesse recente.
Strategie operative (playbook pronto all’uso)
Retargeting (Meta, Google/YouTube, Display, RLSA)
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Fondamenta tecniche: installa pixel/SDK e server-side tracking; mappa gli eventi chiave (ViewContent, AddToCart, InitiateCheckout, Purchase/Lead).
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Segmenti intelligenti:
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7/14/30/90 giorni per recency
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Profondità: ha visto > 2 pagine / > 45s / scroll > 60%
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Intento: ha visto prezzo, FAQ resi, spedizioni
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Creatività per stadio:
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Caldo (AddToCart): creatività dinamiche, urgenza e prova sociale
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Tiepido (ViewContent): video brevi, comparazioni, UGC/review
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Freddo-warm (engager social): contenuti educativi e benefit
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Frequenza e cap: controlla frequency per evitare saturazione (crea rotazioni e exclude buyers).
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RLSA: su ricerca brand/non brand mostra estensioni e incentivi solo a chi ti ha già visto (CPC più efficiente).
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Misura: ROAS di retargeting, CPA marginale, view-through prudente, incrementalità (test holdout se possibile).
Remarketing (Email/SMS/WhatsApp Automation)
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Raccolta consensi & dati: moduli chiari, doppio opt-in consigliato, preferenze tematiche (zero-party data).
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Flussi essenziali (attivali e non li spegni più):
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Welcome (3-5 email): promessa di valore + best seller + social proof
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Carrello abbandonato (3 touch): 1) remind, 2) beneficio/prova, 3) incentivo (se coerente)
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Browse abandon: viste prodotto senza add-to-cart
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Post-acquisto: onboarding, istruzioni, upsell/cross-sell, request review
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Win-back: 30/60/90 giorni di inattività con offerte personal relevance
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Personalizzazione: segmenti RFM, raccomandazioni, dinamiche per categoria, prezzi trasparenti.
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Deliverability: domini autenticati (SPF/DMARC/DKIM), igiene liste, sunset policy.
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Misura: deliverability, open rate (con cautela), click-to-open, rev/recipient, LTV.
Esempi concreti (che funzionano)
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Fashion e-commerce
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Retargeting: dinamico su categorie viste + storytelling su materiali/fit.
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Remarketing: “Complete the Look” post-acquisto, preferenze taglie/colori, lancio nuova stagione su chi ha comprato la precedente.
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SaaS B2B
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Retargeting: video case study su chi ha letto le pagine “Prezzi” e “Integrazioni”.
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Remarketing: sequenza onboarding + feature discovery e webinar per accelerare l’attivazione (Aha! moment).
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Local service
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Retargeting: RLSA “riparazione caldaia” solo per visitatori precedenti della zona.
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Remarketing: reminder manutenzione stagionale + review request per spingere la reputazione locale.
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KPI, budget e obiettivi (senza farsi illusioni)
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Retargeting: punta a CPA inferiore rispetto al prospecting e ROAS superiore; monitora frequency, unique reach, time-to-convert.
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Remarketing: revenue per recipient, tasso di recupero carrello, repeat purchase rate, churn; considera LTV e impatto su margine.
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Budget: dimensiona il retargeting in base al volume di traffico; regola i cap se il pubblico è piccolo, evita sprechi.
Errori tipici (e come evitarli)
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Confondere le due cose → funnel spezzato, messaggi fuori fase.
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No exclusioni (es. già acquistato) → soldi buttati e pessima UX.
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Creatività uguali per tutti → saturazione e cecità pubblicitaria.
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Niente server-side / eventi sballati → attribuzione poco affidabile.
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Email “una tantum” senza automazioni → opportunità perse ogni giorno.
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Compliance trascurata → in UE servono consenso cookie per ID pubblicitari e opt-in esplicito per marketing diretto.
Implementazione step-by-step (checklist immediata)
Retargeting
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Installa pixel/SDK + server-side; verifica eventi con test tool.
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Crea audiences per stadio (7/14/30/90), engager video/social, RLSA.
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Annunci dinamici per chiavi prodotto; creatività educative per tiepidi.
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Imposta exclusions (buyers, assistiti da CRM) e frequency cap.
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Dashboard con ROAS/CPA/frequency e alert di saturazione.
Remarketing
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Allinea consensi e preferenze (GDPR-first).
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Attiva welcome, cart, browse, post-purchase, win-back.
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Segmenta con RFM e preferenze; A/B test su oggetto, contenuto, timing.
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Autentica dominio (SPF/DMARC/DKIM), ripulisci liste, monitora spam placement.
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Cruscotto con rev/recipient, carrello recuperato, repeat rate.
FAQ (per intercettare le “People Also Ask”)
Remarketing e retargeting sono la stessa cosa?
No. Nel linguaggio operativo: retargeting = ADV su utenti anonimi, remarketing = messaggi diretti su contatti noti. Alcune piattaforme usano “remarketing” per riferirsi al retargeting, ma la distinzione strategica resta.
Cos’è il retargeting dinamico?
Annunci che mostrano gli stessi prodotti/servizi visti dall’utente, basati su feed e eventi del pixel.
Che cos’è la RLSA?
“Remarketing Lists for Search Ads”: campagne Search che modificano offerte/annunci quando a cercare è un utente che ha già visitato il tuo sito.
Conclusione
Comprendere la distinzione tra remarketing e retargeting è fondamentale per sviluppare strategie di marketing efficaci. Mentre il retargeting si basa su annunci mirati legati al comportamento online degli utenti, il remarketing tradizionale utilizza comunicazioni dirette, come email, per riconnettersi con il pubblico.
Essere consapevoli di come piattaforme come Google utilizzano questi termini aiuta a evitare confusione e a implementare campagne più mirate e di successo. In definitiva, chiarire queste differenze è un passo importante per chiunque voglia migliorare la propria strategia digitale.


