5 lezioni di marketing + 1 che ho imparato dal gabbiano del Conclave (e perché questo articolo è una risposta a chi dice “non so che contenuti scrivere”)
Sì, hai letto bene. Sto per parlarti del gabbiano del Conclave. O meglio: dei gabbiani.
Perché se nel 2013 diventò famoso in tutto il mondo il primo “volatile influencer”, posato sul comignolo della Cappella Sistina durante l’elezione di Papa Francesco, nel 2025 la scena si è ripetuta.
Anche stavolta, mentre milioni di persone erano in attesa della fumata bianca per conoscere il nuovo Pontefice, un gabbiano si è appollaiato placidamente sul comignolo, scatenando reazioni nostalgiche, meme, battute e condivisioni social.
Qualcuno ha scritto: “È tornato!” — altri lo hanno eletto “mascotte non ufficiale del Conclave”.
Che sia lo stesso uccello (improbabile), un suo erede o un fenomeno mediatico ricorrente, poco importa.
Il punto è che questa immagine è tornata virale, e ha confermato una lezione fondamentale per chi crea contenuti:
anche da un dettaglio apparentemente secondario si può tirare fuori qualcosa di memorabile.
E soprattutto: le idee ci sono sempre, se impariamo a vederle.
Questo articolo, infatti, è anche la mia risposta ironica (ma concreta) a tutti quelli che dicono:
“Vorrei fare nuovi contenuti per il blog, ma non ho idee… non so cosa scrivere…”
Ecco: se si riescono a tirare fuori 5 lezioni di marketing da un gabbiano su un tetto, allora davvero non ci sono più scuse.

Le 5 lezioni di marketing che ci ha insegnato il gabbiano del Conclave
1. Arriva prima degli altri
Il gabbiano non ha aspettato la fumata bianca. È arrivato prima, conquistandosi la scena mentre tutti aspettavano la notizia.
Marketing lesson: anticipare è meglio che rincorrere. Se sei il primo a parlare di un argomento caldo, ti prendi tutta l’attenzione.
2. Scegli il posto giusto
Il comignolo non era un punto qualunque: era il punto più osservato del mondo in quel momento.
Marketing lesson: fatti trovare dove le persone stanno già guardando. Non sprecare energie altrove. Che sia Google, TikTok, una fiera, o un blog di settore… posizionati bene.
3. Non servono parole per attirare l’attenzione
Il gabbiano non ha detto nulla. Non ha fatto nulla. Era solo presente nel momento giusto.
Marketing lesson: a volte un’immagine ben scelta, un titolo azzeccato o una semplice presenza costante valgono più di mille parole.
4. Sii memorabile, anche se per poco
Il gabbiano del 2013 è rimasto pochi minuti, ma ce lo ricordiamo ancora. Quello del 2025 ha avuto lo stesso effetto: un’apparizione fugace, ma virale.
Marketing lesson: non devi essere eterno. Devi essere memorabile. Fai in modo che il tuo contenuto lasci una traccia: un’emozione, un sorriso, una reazione.
5. Ogni fatto può diventare contenuto (se lo sai raccontare)
Il gabbiano è diventato una notizia. Ma era solo un uccello su un tetto. È la narrazione attorno a lui che ha fatto la differenza.
Marketing lesson: tutto può diventare un contenuto interessante, se lo guardi con l’occhio giusto. Anche un evento minore, se raccontato bene, può attrarre l’attenzione e comunicare qualcosa del tuo brand.
Conclusione (seria, anche se l’articolo non lo è del tutto)
Scrivere contenuti per un blog non significa sempre avere idee geniali o profonde. A volte significa allenare la capacità di osservare.
Osservare le notizie, i trend, i social, le ricorrenze, le battute che fanno i tuoi clienti, persino la natura. C’è sempre qualcosa da raccontare — e spesso basta solo un gabbiano per ricordarcelo.
Quindi la prossima volta che sei davanti alla pagina bianca e pensi:
“Non ho idee per scrivere…”
pensa al gabbiano del Conclave.
E poi comincia.


