Da Olimpo a Even Gelato: Steven Basalari riparte dal gelato proteico.

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Da Olimpo a Even Gelato: Steven Basalari riparte dal gelato proteico. E questa volta il progetto è ancora più chiaro

Quando avevo scritto di Olimpo, la gelateria del gelato proteico di Steven Basalari, avevo chiuso l’articolo dicendo sostanzialmente una cosa: l’idea aveva tutte le carte per funzionare.

Poi qualcosa è andato storto.

Non il gelato, almeno stando a quanto raccontato pubblicamente dallo stesso Basalari. Non il mercato. Non l’interesse delle persone.

Sono sorti problemi tra i soci e Steven è uscito dal progetto.

A quel punto avrebbe potuto fare quello che fanno in molti: archiviare tutto, considerare l’esperimento fallito e passare ad altro.

Ha fatto esattamente il contrario.

Perché se l’idea è chiara e il mercato ti ha già dimostrato che funziona, un problema lungo la strada non significa necessariamente che devi cambiare strada.

A volte devi semplicemente cambiare macchina.

Ed eccoci a Even Gelato.

Prima Olimpo, poi la rottura

Olimpo aveva aperto a Milano nel giugno 2025 con un posizionamento molto preciso: portare il gelato proteico fuori dalla nicchia dei prodotti da palestra e trasformarlo in un prodotto vero, acquistabile in una normale gelateria.

L’intuizione, commercialmente, sembra avere funzionato.

Secondo quanto raccontato dallo stesso Basalari in un video pubblicato dopo la separazione dal progetto, Olimpo avrebbe venduto oltre 200.000 euro di coni in circa quattro mesi.

Un dato interessante perché ci fa capire subito una cosa.

Il problema non sembrava essere la domanda.

Il pubblico aveva capito il prodotto.

Gelato + proteine + attenzione agli ingredienti.

Semplice.

Poi è successo altro.

Basalari ha raccontato pubblicamente di aver perso la fiducia nella persona a cui aveva affidato la gestione del progetto, precisando di non riferirsi a Stefano Corti. Ha parlato di una forte delusione personale e imprenditoriale, senza entrare nei dettagli per ragioni che lui stesso ha definito legali e di privacy. È importante quindi considerare questa come la versione raccontata pubblicamente da Basalari, non come una ricostruzione giudiziaria dei fatti.

Olimpo ha quindi proseguito senza di lui e il locale di Corso di Porta Ticinese è successivamente diventato Il Gelato di Luca Alderighi.

Fine della storia?

Per niente.

Se il progetto è valido, non confondere un problema con il fallimento dell’idea

Questa è probabilmente la parte che mi interessa di più.

Quando qualcosa va male in un’attività abbiamo una pessima abitudine: mettere tutto nello stesso contenitore.

Il socio non funziona?

“Allora il progetto non funziona.”

La gestione ha problemi?

“Il mercato non c’è.”

La prima apertura incontra difficoltà?

“L’idea era sbagliata.”

Non è così.

Bisogna riuscire a separare le variabili.

E nel caso di Olimpo c’era già un segnale piuttosto evidente: le persone compravano il prodotto.

Basalari avrebbe quindi potuto abbandonare il gelato proteico perché aveva avuto un problema con il primo progetto.

Invece ha separato le due cose.

Il problema era una cosa.

L’intuizione commerciale un’altra.

Questa, per me, è mentalità imprenditoriale.

Arrivano Raf e Cate: 2foodfitlovers

Ed è qui che la storia diventa ancora più interessante.

I nuovi partner scelti per Even Gelato sono Raffaele Del Piano e Caterina Piccirilli, conosciuti online come 2foodfitlovers.

Non sono due influencer messi vicino al bancone per fare qualche Reel.

Ed è una differenza enorme.

Raf e Cate hanno costruito negli anni una community precisamente nel punto d’incontro tra fitness, alimentazione e piacere di mangiare.

Nel 2026 hanno superato il milione di follower su Instagram e hanno vinto per il terzo anno consecutivo il premio Best Food Creator ai Webboh Awards. A questo si aggiungono centinaia di migliaia di iscritti su YouTube e una presenza molto forte anche sulle altre piattaforme.

Ma soprattutto il gelato proteico non è arrivato nelle loro vite dopo l’incontro con Basalari.

Era già parte del loro progetto.

Even esisteva già.

Raf e Cate lavoravano da anni sul concetto di gelato proteico e avevano già sviluppato prodotti collegati al brand Even e a Fitporn. Già anni prima dell’apertura milanese parlavano pubblicamente del progetto “Even, il gelato che non c’era”.

Questa è la vera forza dell’operazione.

Non è:

imprenditore famoso + influencer famosi = apriamo una gelateria.

È molto più interessante:

capacità imprenditoriale + prodotto già studiato + pubblico già coerente con quel prodotto + distribuzione fisica + potenza mediatica.

Adesso sì che i pezzi combaciano.

Even Gelato apre a Milano

Even Gelato ha aperto l’8 maggio 2026 in via Vigevano 35 a Milano, zona Porta Genova.

Il progetto coinvolge Steven Basalari, Raf e Cate e, secondo quanto ricostruito anche da Repubblica, gli imprenditori Paolo Barone e Marco Ioannilli.

La promessa rimane quella che aveva reso interessante già Olimpo:

mangiare un vero gelato con caratteristiche nutrizionali completamente diverse rispetto a quelle che normalmente associamo a questo prodotto.

Ma Even rende questa promessa ancora più precisa.

Gelato proteico.

Senza zuccheri aggiunti.

Senza lattosio.

Senza glutine.

E soprattutto grande attenzione alla formulazione e ai valori nutrizionali. Il progetto sottolinea inoltre l’assenza di maltitolo nelle proprie ricette, elemento sul quale Raf e Cate hanno insistito più volte nella loro comunicazione.

E qui arriviamo a una delle cose che trovo più intelligenti di tutta l’operazione.

Non dirmi che è proteico. Fammelo vedere.

Quante volte nel marketing troviamo scritto:

“light”.

“healthy”.

“fit”.

“proteico”.

“senza sensi di colpa”.

Benissimo.

Ma quanto?

Even ha capito che il proprio cliente vuole sapere esattamente questo.

La comunicazione del prodotto arriva quindi fino ai valori nutrizionali dei singoli gelati.

Calorie.

Proteine.

Carboidrati.

Zuccheri.

Grassi.

Non è un dettaglio tecnico.

È marketing.

Anzi, è esattamente quello che dovrebbe fare un buon marketing: trasformare una promessa in qualcosa di comprensibile e verificabile.

Se mi dici semplicemente:

“Facciamo un gelato più sano”

io devo crederti.

Se mi fai vedere cosa contiene, posso capirlo.

E quando il cliente capisce immediatamente perché il prodotto è diverso, hai fatto metà del lavoro.

Alcune referenze Even arrivano a circa 10 grammi di proteine per porzione. Repubblica descrive il prodotto come un gelato senza zuccheri aggiunti e senza saccarosio, con ricette sviluppate internamente e un utilizzo della frutta secca come fonte importante dei grassi nei gusti come nocciola e pistacchio.

Anche i prodotti Even distribuiti attraverso Fitporn mostrano questa attenzione quasi maniacale ai numeri.

Per fare qualche esempio, il gelato al cioccolato viene indicato intorno alle 88 kcal e 12,6 grammi di proteine per 100 grammi, mentre per il pistacchio vengono riportati circa 125 kcal e 10 grammi di proteine per 100 grammi. La linea alla frutta dichiara circa 77 kcal e 10 grammi di proteine per 100 grammi. Le formulazioni possono naturalmente cambiare tra prodotti, gusti e modalità di preparazione, ma il principio è chiarissimo: qui il dato nutrizionale è parte integrante del prodotto e della sua comunicazione.

Ed è questo che mi piace.

Non nascondere i numeri in fondo. Metterli davanti.

Il posizionamento di Even Gelato è molto più grande del “gelato per palestrati”

Qui però bisogna stare attenti.

Se dici “gelato proteico”, il rischio è quello di restringere immediatamente il mercato a chi passa sei giorni alla settimana in palestra con lo shaker dentro lo zaino.

Sarebbe un errore.

Even prova infatti a fare una cosa diversa.

Il primo prodotto deve continuare a essere un gelato buono.

Paolo Barone, raccontando il progetto, ha spiegato che l’obiettivo non era creare qualcosa di “buono per essere healthy”, ma realizzare un prodotto in grado di competere con il gelato tradizionale per gusto, cremosità e soddisfazione.

Questa frase contiene praticamente tutto il posizionamento.

Il cliente non deve scegliere:

buono oppure sano.

Il prodotto prova a togliere quell’“oppure”.

Ed è qui che il mercato potenziale diventa molto più grande.

Non solo bodybuilder.

Non solo sportivi.

Ma chi cerca meno zuccheri.

Chi è intollerante al lattosio.

Chi guarda le calorie.

Chi tiene sotto controllo i macronutrienti.

Chi semplicemente vuole mangiare un gelato e trovare un’alternativa diversa.

E, naturalmente, anche chi se ne frega completamente delle proteine ma vuole assaggiarlo perché ne parlano tutti.

Questo ultimo segmento non è affatto secondario.

Il prodotto deve essere diverso, ma deve anche essere raccontabile

Steven Basalari ha dimostrato più volte una capacità molto precisa.

Non inventa necessariamente categorie completamente nuove.

Trova qualcosa che può essere raccontato in maniera estremamente semplice.

Pensiamo a:

Con Mollica o Senza.

La forza nasce già dal nome.

Due opzioni.

Una domanda.

Un gesto.

Un format video.

Un prodotto.

Nel caso di Even la leva è diversa, ma il principio rimane.

Gelato che sembra gelato, ma con valori nutrizionali che non sembrano quelli di un gelato.

Questa cosa è perfetta per TikTok, Instagram e YouTube perché contiene già una domanda implicita:

“Ma davvero?”

E quando un prodotto genera spontaneamente questa domanda, hai già creato un pezzo della campagna pubblicitaria.

I 2foodfitlovers non portano solo follower: portano credibilità verticale

Altro punto che spesso viene sottovalutato quando si parla di influencer marketing.

Un milione di follower non significa automaticamente nulla.

Dipende da perché quelle persone ti seguono.

Se domani prendo un influencer seguito da due milioni di appassionati di videogiochi e gli faccio aprire una gelateria proteica, ho sicuramente audience.

Ma non necessariamente ho posizionamento.

Raf e Cate sono diversi.

Le persone li seguono proprio perché parlano da anni di food e fitness.

Hanno costruito ricette.

Testato prodotti.

Parlato di calorie e ingredienti.

Creato Fitporn.

Sviluppato Even.

La community è quindi coerente con quello che viene venduto.

Non sono semplicemente testimonial.

Sono parte della reason why.

Questa è influencer marketing fatta bene.

Dal digitale al negozio fisico

C’è poi un altro passaggio molto interessante.

Raf e Cate avevano community.

Prodotti.

E-commerce.

Know-how.

Contenuti.

Basalari ha una competenza differente: accelerare la trasformazione di un fenomeno online in un’attività fisica visibile.

Ed è esattamente quello che gli stessi 2foodfitlovers avevano raccontato prima della partnership.

Parlando della possibilità di aprire una gelateria, Raf aveva ammesso sostanzialmente di non avere la stessa disponibilità economica e capacità imprenditoriale di movimento di Basalari.

Qualche mese dopo sono diventati soci.

A me questo piace molto.

Perché una buona società dovrebbe funzionare proprio così.

Non servono tre persone capaci di fare esattamente la stessa cosa.

Servono competenze complementari.

Uno porta ciò che manca all’altro.

Even non vende soltanto gelato

Anche questo è interessante in prospettiva.

Even parte dal gelato, ma il locale è stato pensato come qualcosa di più ampio: caffetteria, waffle, tiramisù, pancake e altri prodotti collegati all’universo food dei 2foodfitlovers.

I prezzi al momento dell’apertura partivano da 3,80 euro per cono o coppetta, salendo poi in base a dimensioni, creme e topping.

La vera categoria quindi potrebbe non essere, nel tempo, semplicemente:

“gelateria proteica”.

Potrebbe diventare:

il posto dove posso concedermi quello che normalmente considero uno sgarro, ma conoscendo esattamente ciò che sto mangiando.

Ed è un territorio enorme.

Non a caso negli ultimi mesi a Milano stanno crescendo diversi format che lavorano proprio sul concetto di alimentazione funzionale, proteica, low sugar e sul cosiddetto “sgarro consapevole”.

Even arriva quindi dentro un trend, ma con un vantaggio importante: una community costruita prima del negozio.

Da Olimpo a Even: non è ricominciare da zero

C’è una frase che sentiamo continuamente nel racconto dell’imprenditoria:

“Ho perso tutto e sono ripartito da zero.”

In realtà quasi mai si riparte davvero da zero.

E per fortuna.

Basalari non è ripartito da zero.

È ripartito dall’esperienza di Olimpo.

Dai numeri che aveva visto.

Dalle reazioni del pubblico.

Da ciò che aveva funzionato.

E anche da quello che evidentemente non aveva funzionato.

Ha mantenuto l’intuizione.

Ha cambiato brand.

Ha cambiato soci.

Ha trovato persone che lavoravano da anni proprio su quel prodotto.

Ha costruito una nuova storia.

Questa non è testardaggine.

È iterazione.

Ed è una differenza fondamentale.

La lezione di marketing: se è chiaro, funziona

Perché mi interessa così tanto Even Gelato?

Perché è uno di quei casi nei quali riesco a vedere molto bene quello che ripeto continuamente alle attività con cui lavoro.

Se non è chiaro a te, non lo sarà ai tuoi clienti.

Qui invece è chiaro.

Che cosa vendono?

Gelato.

Che cosa lo rende diverso?

La formulazione nutrizionale.

A chi interessa?

A chi vuole conciliare gusto, alimentazione e controllo di ciò che mangia.

Perché dovrei crederci?

Perché mi mostrano ingredienti e valori nutrizionali.

Perché proprio loro?

Perché dietro ci sono creator che lavorano da anni esattamente in quel territorio e imprenditori capaci di trasformare quell’idea in un format fisico.

Non servono trenta righe per spiegare il business.

E quando un’attività riesce a rispondere così velocemente a queste domande, parte già con un vantaggio enorme.

La vera storia non è il gelato

Io avevo raccontato Olimpo perché trovavo intelligente l’idea del gelato proteico portato nel centro di Milano.

Oggi trovo ancora più interessante quello che è successo dopo.

Perché l’imprenditoria non è una successione perfetta di aperture, fatturati e fotografie davanti ai negozi pieni.

Ci sono soci sbagliati.

Decisioni sbagliate.

Problemi.

Progetti che si interrompono.

E momenti nei quali puoi decidere che ciò che è andato storto dimostra che avevi torto.

Oppure puoi cercare di capire che cosa, esattamente, è andato storto.

Steven Basalari ha evidentemente continuato a credere nel concetto del gelato proteico.

Ha cambiato tutto quello che riteneva necessario cambiare, ma non l’intuizione di fondo.

E oggi quella intuizione si chiama Even Gelato.

Forse sarà un grande successo, forse incontrerà altre difficoltà: questo lo diranno i numeri e il tempo.

Ma una cosa, dal punto di vista del marketing, è già evidente.

Il prodotto si capisce.

La differenza si capisce.

Il pubblico si capisce.

E perfino i numeri nutrizionali si capiscono.

Quando è chiaro, funziona.

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